Pensare pubblicamente

Perdere tempo è la cosa migliore che l'uomo post-moderno possa fare.
lunedì, 25 giugno 2007
28. Ho preso ventotto in Psicologia dinamica e di gruppo e sono contento. Ora ne mancano nove alla meta. Oggi c'erano 45 gradi. L'appello era fissato per le ore 13 e ovviamente il professore è arrivato 60 minuti dopo.

9, 13, 28, 45, 60 sulla ruota di Palermo.

scritto da: Psicotango alle ore 20:39 | link | commenti (5)
categorie:
martedì, 19 giugno 2007
dali1



















































Sono un ex figlio unico
sono un ex figlio di emigranti
sono un ex siciliano
sono un ex bambino
sono un ex scolaro modello
sono un ex studente medio
sono un ex ribelle
sono un ex militante
sono un ex studente di architettura
sono un ex pubblicitario
sono un ex veneto
sono un ex adolescente
sono un ex studente liceale
sono un ex fidanzato
sono un ex artista
sono un ex lettore
sono un ex cuoco
sono un ex entusiasta
sono un ex ateo
sono un ex agnostico
sono un ex credente
sono un ex designer
sono un ex grafico
sono un ex amante
sono un ex fotografo
sono un ex creativo
sono un ex romantico
sono un ex fumatore
sono un ex grasso
sono un ex internet-dipendente
sono un ex occupante
sono un ex occupato
sono un ex catanese
sono un ex palermitano
sono un ex reggino
sono un ex bellunese
sono un ex autonomo
sono un ex indignato
sono un ex rassegnato
sono un ex incazzato
da ieri sono anche un ex marito.

scritto da: Psicotango alle ore 09:48 | link | commenti (10)
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sabato, 16 giugno 2007
Con un vessillo
dal colore bastardo,
viola,
a metà
tra il rosso del sangue
e il blu dei sogni,
avanzi una parola dopo l'altra
donna bambina
femmina ferita.
Il colore è dei miei,
a metà,
tra la terra e il cielo,
da dove ti leggo
fremendo.
Che le lacrime
si secchino negli occhi,
asciugate da nuovi sorrisi,
dalla vita
tonda
bella
tua.

scritto da: Psicotango alle ore 22:18 | link | commenti (8)
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La solita luce
mi accompagna
tenue
confusa
ondeggiante.
E mostra
ora questo
ora quello.
Mi fa certo al passaggio
e cieco al suo ritorno.
Ho visto i tuoi occhi così,
ora si
ora no
e ora mi tuffo nel loro profondo
e raccolgo dal fondo tutto il tuo bene
e tutto il tuo male
mi si appiccica addosso.
Ma ora non vedi di più
e cieca del mio amore per te
continui
per il mondo
a vivere
senza che a me sia rimasto null'altro
che un occhio trafitto di luce.

scritto da: Psicotango alle ore 22:10 | link | commenti (2)
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venerdì, 15 giugno 2007
kandinsky























Ora gli esami per raggiungere la meta finale sono dieci. Oggi ho sostenuto Psicologia della Salute secondo corso (esame numero quarantuno)ed è ormai accertato che sono diventato alessitimico: nessuna gioia, nessuna emozione. Una cosa rimane: piacere di studiare. Spero di riuscire a mantenere i nervi saldi, perché si sa che la paura fa novanta.

Potrei scrivere della telefonata di mia moglie, che mi ricordava con la sua consueta sensibilità dell'udienza per la separazione. Potrei, ma ho di meglio da fare.

1, 2, 10, 41, 90 sulla ruota di Venezia e buona fortuna.

scritto da: Psicotango alle ore 19:59 | link | commenti (3)
categorie: amore, università
lunedì, 11 giugno 2007
magritteHo la netta sensazione che qualsiasi cosa io possa produrre, non sia altro che una copia. Sento una grande voglia i esprimermi, di vivere, ma sono nel contempo bloccato. Avviluppato nelle spire della coazione a ripetere.
Una delle sensazioni più spiacevoli che provo negli ultimi tempi, deriva direttamente dal modo in cui mi autopercepisco. Non sono contento di me. Anzi, diciamo pure che certe volte mi detesto. Questo mi porta a pensare che gli altri non possano pensare di me diversamente da come io stesso faccio. Male.

Lunedì prossimo avrò l'udienza in tribunale per la separazione da mia moglie. Ricordo quando feci il grande passo e le dissi che dovevamo formalizzare la nostra separazione di fatto con una separazione legale. Ero innamorato, psicoticamente, di una donna che ora non è più nella mia vita! All'epoca ero certo che ci sarebbe rimasta per sempre nella mia vita. Invece è finita anche con lei. Nulla è per sempre, ma l'ho capito solo ora. Trentatré anni per una verità di seconda mano, per una verità da poco. Con mia moglie ho trascorso 14 anni della mia vita, di cui 4 di matrimonio. L'idea di esserci persi mi fa male ancora oggi, mi commuove. Non mi sono più ripreso, nonostante sia passato quasi un anno e mezzo da quando ci siamo separati. Mi domando spesso quanto tempo mi servirà per ritrovare un poco di serenità.

scritto da: Psicotango alle ore 23:18 | link | commenti (5)
categorie: sciocchezze
martedì, 05 giugno 2007
schiele-2-MotherandChildDevo sostenere ancora undici esami. Oggi è stato il giorno del quarantesimo esame, sui cinquantuno del mio piano di studi.
Psicopatologia dell'infanzia e dell'adolescenza: ho pensato a Egon Schiele per la psicopatologia e a questo dipinto per l'infanzia. Tanto per lui era tutta carne da macello, grandi e piccini. Caro buon vecchio Egon.
Ventotto. Tanto mi meritavo secondo l'assistente della professoressa che mi ha interrogato. Con lei sono stato brillante, direi. Quando un assistente ti da ventotto, vuol dire che meriti trenta ma, essendo prerogativa del docente conferirlo, il voto suddetto comunica silenziosamente al docente che sta interrogando un candidato al massimo dei voti. Inutile dire che il docente può aumentare o diminuire il voto a piacimento, così come confermarlo. Questo è stato il mio caso. Mi rendo conto che sono di certo un poco coglione, ma quando mi viene fatta una domanda del tipo: "Come si sente un depresso, cosa fa?" io, che ho la tendenza ad idealizzare tutti (figuriamoci i docenti, detentori presunti del sapere), mi domando fra me e me: "Ma non vorrà mica che le dica che stanno a letto tutto il giorno meditando il suicidio?". Voleva solo che le dicessi questo e a me sembrava troppo banale.

All'arrivo in facoltà ho visto il mio angelo pazzo. Un "ciao" passando attraverso la porta d'ingresso accanto alla quale chiacchierava con una collega. Le ho sorriso, come peraltro faccio da sempre con chiunque saluti, cercando il suo sguardo, i suoi occhi blu meravigliosi. Erano ancora carichi di odio. Ha bisogno di odiare come di respirare e io mi sono offerto, (in)consapevole. Mi struggo ancora, pensando a tutte le parole d'amore che ci siamo detti. Nonostante la mia ormai veneranda età, le molte esperienze di vita e gli studi di psicologia, mi stupisco ancora di come si possa mutare atteggiamento nei confronti di una persona amata. Quella che era oggetto di amore e attenzioni diventa, con rapidità sconcertante, nuovamente una persona estranea, di cui ignorare l'esistenza. Vederla mi ha fatto soffrire anche oggi, ma l'effetto è sempre meno intenso. La sofferenza è come la droga: dà tolleranza.

11, 28, 30, 40, 51: sulla ruota di Palermo. Sto proprio dando i numeri.

scritto da: Psicotango alle ore 23:09 | link | commenti (9)
categorie: amore, università
domenica, 03 giugno 2007
dali3

scritto da: Psicotango alle ore 18:29 | link | commenti (11)
categorie: arte, sesso, psicoanalisi

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"Scarta la tua memoria, scarta il tempo futuro del tuo desiderio; dimenticali entrambi in modo da lasciare spazio ad una nuova idea. Forse sta fluttuando nella stanza in cerca di dimora un pensiero, un'idea che nessuno reclama."

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