Pensare pubblicamente

Perdere tempo è la cosa migliore che l'uomo post-moderno possa fare.
mercoledì, 31 ottobre 2007
Ho scritto e consegnato la mia tesi. In questi ultimi giorni non ho molta voglia di scrivere il blog. Credo che le due cose siano legate. Sabato parto per Padova e devo sbrigare molte faccende, prima di allora. Anche questo influisce. Ma c'è anche un terzo elemento: la virtualità cede ancora il passo (per fortuna) alla concretezza dell'esperienza multiestesica. Insomma, incontrare amici in carne ed ossa è meglio. Molto meglio.

scritto da: Psicotango alle ore 20:41 | link | commenti (9)
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venerdì, 26 ottobre 2007
L'anno scorso un mio caro amico mi ha tirato fuori dal fondo del letto. Quando speravo che una morte improvvisa mi sollevasse dal dover sopportare la sofferenza per la conclusione, dopo quattordici anni, della relazione con la mia ex moglie, il mio amico si presentò puntuale.
"Vestiti" - disse con serena e amichevole autorità.
"Mavafffsdbndsd vnvsdndtu e quelladsndsjdsscnnniwncvogliomorire...." - biscicai io con autentica e profonda anedonia.
"Dai, vestiti che andiamo a pranzo fuori".
Fu come sollevarsi dopo una lunghissima degenza in ospedale. I dolori del corpo erano pari a quelli della mente. Mi lavai la faccia come un mimo, per finta. Il resto non serviva, non esisteva, non lo sentivo. Quindi non lo lavai, il resto. Andammo in un paese vicino, cercando un qualsiasi ristorante. Mangiammo all'aperto e malissimo, ma ancora oggi penso che quello fu il giorno in cui la salita finì. Ancora fumavo e bevevo e i bicchieri di vino seguivano le sigarette in un gioco a rimpiattino autodistruttivo.
Il mio amico è uomo d'azione. Parla poco e crede nei fatti. Come Wittgenstein, che lui non sa nemmeno chi cazzo è. Fa il vigile del fuoco, mestiere per gente che non ama la chiacchiera inutile.
"Vieni a nuotare con noi" - mi disse disse con serena e amichevole autorità.
"Forse si" - dissi io tra una nuvola di fumo, le esalazioni del vino e l'unto della salsiccia.

Da novembre del 2006 al maggio di quest'anno ho nuotato con loro. Quest'ottobre ho ripreso e sarà l'ultimo mese. Un anno fa, la prima volta che l'allenatore prese il mio tempo sui 25 metri stile libero, il cronometro si fermò sui 17 secondi e 3 decimi. Non potrò più nuotare con loro, perchè tra poco cambio città. Oggi vorrei ringraziare ancora una volta il mio amico e tutti i ragazzi (dai 20 ai 55 anni) con cui ho condiviso vasca e corsie, palette, ostacoli subacquei e manichini da trasporto. Mi ero fermato, rallentato, arreso e non correvo più. Oggi sono di nuovo in cammino.
Oggi ho fermato il cronometro a 15 secondi e 9 decimi.

scritto da: Psicotango alle ore 17:34 | link | commenti (27)
categorie: amicizia, nuoto
domenica, 21 ottobre 2007

scritto da: Psicotango alle ore 17:51 | link | commenti (26)
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sabato, 20 ottobre 2007
Oggi mi sento una pezza.

scritto da: Psicotango alle ore 18:23 | link | commenti (9)
categorie: minchiate
lunedì, 15 ottobre 2007
Finiti. Ho finito gli esami. Cinquantuno. Dopo aver sostenuto Psicologia Clinica III, ho consegnato il libretto.  Non mi sembra vero. Oggi è la penultima volta che do i numeri.

2, 3, 15, 27, 51 sulla ruota di Torino

scritto da: Psicotango alle ore 18:20 | link | commenti (23)
categorie: università
sabato, 13 ottobre 2007
zoenina

scritto da: Psicotango alle ore 11:32 | link | commenti (13)
categorie: amore, animali, cagne
Giuditta e Oloferne"Incominciò quindi a mangiare e a bere davanti a lui ... Oloferne si deliziò della presenza di lei e bevve tanto vino quanto non ne aveva mai bevuto ...Quando si fece buio ... rimase solo Giuditta nella tenda e Oloferne buttato sul divano, ubriaco fradicio ...  avvicinatasi alla colonna del letto ne staccò la scimitarra, poi accostatasi al letto afferrò la testa di lui per la chioma... e con tutta la forza di cui era capace lo colpì due volte al collo e gli staccò la testa." (Giuditta 12,19 - 13,8)

scritto da: Psicotango alle ore 10:29 | link | commenti (6)
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venerdì, 12 ottobre 2007
Che il cuore batta può essere una dannazione, un tormento.

"E' quello che sai che ti uccide o è quello che non sai
a mentire alle mani, al cuore, ai reni
lasciandoti fottere forte
per spingerti i presagi
via dal cuore su in testa, sopprimerli
non sai
non sai
che l'amore è una patologia
saprò come estirparla via
torneremo a scorrere
torneremo a scorrere "

Che il cuore batta può anche essere fantastico, misterioso, irreale; può far dire "Mi sento vivo" ed essere come il sangue che scorrere nelle vene

"come la porpora che infiamma il mattino
come la lama che scalda il tuo cuscino
come la spina che al cuore si avvicina
rossa così è la rosa che porto a te

lacrime di cristallo l'hanno bagnata
lacrime e vino versate nel cammino
goccia su goccia, perdute nella pioggia
goccia su goccia le hanno asciugato il cuor

portami allora portami il più bel fiore
quello che duri più dell'amor per sé
il fiore che da solo non specchia il rovo
perfetto dal dolore
perfetto dal suo cuore
perfetto dal dono che fa di sè"

Il cuore può essere doppio e anche triplo o quadruplo. Forse non è cosa buona e si paga un prezzo del non essere "integri". Si desidera il bene per gli altri perché si avvertono le loro pene e si avvertono le loro pene perché il desiderio di essere il loro Bene ci muove. Una doppiezza forse irriducibile, quella di essere "amato" e "amante"; una dialettica che ci dà la misura del nostro essere vivi, tra sorrisi scroscianti e pozze d'angoscia. Una dialettica tra il Puer, il bambino, il viziato, l'egoista, il gioioso, colui-che-ha-il-mondo-in-mano, l'occhio spalancato sul futuro e il Senex, colui-che-ha-grandi-mani, il saturnino, il malinconico, l'occhio spalancato sul pasto feroce. Sono diventato forte mio malgrado, voglio la mia serenità, ché senza l'amore per sé, quello per l'altro è come il mercurio (fugge il calore e non ha forma), e (con)patisco le pene degli altri sapendo che sono le loro e non le mie, ché per amare bisogna sapere piangere lacrime altrui senza rubarle al legittimo proprietario (sono un bene prezioso le lacrime).

E allora il cuore batte, anche per amore

"Di quell'amor ch'è palpito
Dell'universo intero,
Misterioso, altero,
Croce e delizia al cor."

scritto da: Psicotango alle ore 14:30 | link | commenti (2)
categorie: amore, il vento
mercoledì, 10 ottobre 2007
felicità

scritto da: Psicotango alle ore 16:27 | link | commenti (10)
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lunedì, 08 ottobre 2007
In questo momento vorrei un (suo) abbraccio, il (suo) sorriso, l'amore (l'amata), al posto della terrifica impostura del "Ce la farò anche questa volta, da solo". Una menzogna che funziona, ma che sgomenta. Funziona perché paradossale nel suo essere una verità. Sgomenta perché è una verità istituita dalla consapevolezza che non sappiamo cosa ci muove. E quando lo scopriamo, scopriamo un "buco", una mancanza, un'impossibilità, una castrazione fondamentale. E allora ce la farò anche questa volta, da solo, ma sorridendo.

scritto da: Psicotango alle ore 19:00 | link | commenti (16)
categorie: università, psicoanalisi

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"Scarta la tua memoria, scarta il tempo futuro del tuo desiderio; dimenticali entrambi in modo da lasciare spazio ad una nuova idea. Forse sta fluttuando nella stanza in cerca di dimora un pensiero, un'idea che nessuno reclama."

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