Pensare pubblicamente

Perdere tempo è la cosa migliore che l'uomo post-moderno possa fare.
venerdì, 29 febbraio 2008
Voglio dedicare un pensiero ad un giovane uomo che sta iniziando a soffrire molto. Lo conosco da poco. Oggi è il 29 del mese di Febbraio, un giorno che esiste ogni quattro anni. Spero che la sua sofferenza possa lasciarlo sano per poi allontanarsi da lui per lungo tempo, come il 29 Febbraio. Spero che possa essere consolato.

scritto da: Psicotango alle ore 19:41 | link | commenti (11)
categorie: amicizia
lunedì, 25 febbraio 2008
Pensava alla cagna. Era affranto e non riusciva a capire se fosse affranto per il pensiero della ferita ancora sanguinante della morte della cagnetta o se, invece, pensava a questo evento tragico perché era affranto. Di certo gli mancava. Prese una sfoglietta di cioccolato all'arancia, nella speranza che lo sollevasse dalla tristezza, un cappa pesante, troppo. Una tristezza che aveva condiviso con una cara amica e con una tazza di tisana rilassante che aveva annacquato con qualche lacrimone. Niente di tutto ciò era stato risolutivo, ma ogni cosa era stata utile e a suo modo bella: l'affetto profondo dell'amica, la tisana confortevole, il cioccolato gioioso, le lacrime catartiche. Si sentiva solo come un cane, pensò, e forse il pensiero rivolto alla cagna scomparsa era dovuto a questo. Pensò, per la milionesima volta, che, dall'indomani, avrebbe indirizzato a sé tutte le attenzioni, le cure, l'amore e la considerazione che dedicava agli altri. Si, avrebbe fatto così, si ripeté, sapendo di mentire a sé stesso. Pensò ancora una volta alla cagnetta e le fece un sorriso, grato per il bene che le aveva voluto. Poi il pianto lo sorprese violento.

scritto da: Psicotango alle ore 00:56 | link | commenti (8)
categorie: racconti
giovedì, 21 febbraio 2008
Che bello svegliarsi con la voce della mia Picicia che ti dice, per telefono, "Buongiorno, amore mio!" per poi andare a vedere su internet i risultati degli esami di Neuropsichiatria dinamica dell'infanzia e dell'adolescenza e scoprire che sei stato valutato 30 e lode! Se il telefono non fosse stato necessario per sentire la sua voce sarebbe stato perfetto. E non mi riferisco alla schizofrenia.

scritto da: Psicotango alle ore 09:59 | link | commenti (8)
categorie: esami, università
mercoledì, 20 febbraio 2008
Sarà difficile, ma ci provo. Allora... immaginate una donna corteggiata da tre uomini. Tre e non due, giacché con due corteggiatori si costituisce una fattispecie che rappresenta un caso particolare del ragionamento che tento di semplificare in queste righe. Bene, dunque. La donna è il nostro livello uno. Invero, la scelta di attribuire alla donna il livello uno è arbitraria, perché potremmo anche attribuirlo a ciascuno dei pretendenti. Sicché diremo che tutti gli attori sono, nell'istante considerato e ognuno per se stesso, il livello uno. Se io o chiunque altro esperiamo il livello uno, allora noi siamo il livello due. Se una terza persona, attrezzata opportunamente, filma (o scrive di) me che osservo il livello uno, allora questa costituisce il livello tre. Chi legge, guarda o ascolta non sta esperendo il livello uno, ma il due, ovvero la mia esperienza di uno. Sarà chiaro ai più, spero, che esiste una differenza sostanziale tra essere un cane, essere colui che vede un cane, essere colui che legge il racconto di uno che ha visto un cane e lo descrive o ne racconta. Chi vede il film realizzato a livello tre costituisce a sua volta il livello quattro e via dicendo. Tutti i livelli hanno un metalivello. Un esempio semplice di metalivello è quello che si realizza quando, al livello uno, la donna dice ad uno dei suoi spasimanti "In questo momento tu mi stai corteggiando". Per dire ciò compie un'operazione mentale attraverso la quale si trasla dalla posizione di soggetto in relazione a quella di oggetto di se stessa, osservando se stessa e il corteggiatore e comunicando quanto vede. Se non ritenesse i comportamenti e i pensieri del corteggiatore un corteggiamento, allora potrebbe dire invece "In questo momento mi stai sorridendo per cortesia". Il livello uno può avere solo un metalivello, pena la perdita di significato o la non pensabilità. É il classico caso del "io penso che penso che penso che penso..." e via all'infinito. Così, anche gli altri livelli possono avere un solo metalivello. Se si tentasse di metacomunicare sulla metacomunicazione della metacomunicazione della donna del livello uno, allora si otterrebbe una esplosione computazionale o, in termini a me più vicini, un attacco al pensiero che minerebbe dall'interno la pensabilità.
Il lettore che avrà avuto la pazienza di arrivare fino a questo punto si starà chiedendo perché io abbia pensato e scritto tutto ciò. Non lo farò attendere di più. Credo che quanto esposto sopra spieghi due cose: in primo luogo, perché oscenità della fatta di Amici di Maria De Filippi abbiano successo; in secondo luogo, perché, man mano che si passa dal livello uno al livello ennesimo si incrementino i rischi connessi alla disumanizzazione ed alla post-modernità. Liquido subito il primo punto. Credo che a nessuno interessi ciò che tutti sanno non esistere a livello uno, ovvero la storia d'amore tra l'uomo e la donna, giacchè l'uomo è diventato, a livello tre, tronista, e la donna pretendente. Al pubblico di tali trasmissioni, consapevolmente o meno, interessa come il giovinotto A riesca a sostenere il ruolo di colui che deve far finta di spasimare per una giovinotta A', facendo quest'ultimo finta di credere che il pubblico creda all'autenticità del suo sentimento ma, nel contempo, mantenendo sufficienti gradi di libertà per vivere quanto realmente sta facendo, ovvero lavorare. Nella vita del malcapitato giovanotto le cose si complicano non poco. C'è da spappolarsi il cervello. Infatti, i giovanotti in questione non sono mai troppo dotati di capacità speculative. Se ne fossero dotati, dovrebbero recitare di recitare di recitare (etc), cosa davvero onerosa anche per grandi geni. In conclusione, quanto era partito come amore (livello uno), per necessità di pensiero è diventato finzione (livello quattro). Essendo il livello sottostante a quello della finzione uno intermedio tra la finzione di cui è consapevole lo spettatore e la finzione filmata dal cameraman (e così via, fino all'amore del livello uno), la finzione del livello quattro partecipa un po' dell'amore originario. Credo che si ottenga un risultato molto ben rappresentato oggi: amare o fingere (di fingere di fingere di fingere...) di amare sono la stessa cosa. Credo che in quanto confusamente ho scritto sopra spieghi in parte perché i giovanissimi hanno spesso difficoltà a distinguere finzione e realtà. Fino alla finzione reale di Second Life.
Arrivo così al secondo punto, la disumanizzazione. Quando mia madre era ragazza, aveva solo due possibilità: amare o amare di amare, ovvero fingere di amare, attraverso un disco, un libro, un fotoromanzo. La finzione era tutta attirata dalla realtà, nel senso che non si sarebbe mai sognata di preferire la finzione della canzone d'amore. quest'ultima serviva per prepararsi, ingannare il tempo, istruirsi, esercitarsi in vista dell'esperienza concreta dell'amore, esperienza che prevedeva un'altra persona, dei luoghi fisici, una comunicazione, dei figli, difficoltà, sogni, crescita, maturazione e via dicendo.
Mi pare che oggi l'anima (termine che non amo in quanto ateo e laico) sia protesizzata dai chip di silicio e dalla psicofarmacologia, lasciando all'uomo il ruolo di contenitore inerte di immondizia. Ne produciamo tanta e la spargiamo in giro perché ne siamo pieni dentro. Immagino che tornare al livello uno e due potrebbe rappresentare una buona terapia. Guardarsi e guardare, quindi. Vivere in prima persona e guardare l'uomo che è nel nostro vicino. E non lo straniero di cui parlano i media, ma direttamente il nostro vicino straniero. Subito dopo non sarà più straniero, ma solo estraneo. Ci saremo così riappropriati delle nostre vite, del gusto, dell'olfatto, della vista, del tatto e del pensare.

scritto da: Psicotango alle ore 16:45 | link | commenti (11)
categorie: pensiero
riccio

























Questo è il mio nuovo campanello per la bicicletta!!! Emette lo stesso suono dei giochini per i neonati, quelli che se li premi fanno "peeee", quelli che i cuccioli sbavano allegramente a pancia in su nella culla. Vado in giro per una cittadina cadaverica che non conosco, con una bella bici rossa fiammante e mi sento rinato. Provo la paura dei piccoli, senza averne l'incoscienza. Una paura che è brivido della scoperta, fame di conoscenza, brama di amore.

scritto da: Psicotango alle ore 01:45 | link | commenti (9)
categorie:
Era tardi. Poche ore dopo avrebbe dovuto sollevare la testa dal cuscino, prendere in mano il cellulare, premere il pulsante per stoppare la sveglia e telefonare. Avrebbe dovuto svegliarla, perché così erano rimasti d'accordo il giorno prima. Dopo di che, avrebbe dovuto essere sveglio a sufficienza per sollevare la testa dal cuscino e cominciare una nuova giornata di lavoro. Era tardi e pensava che certamente l'indomani sarebbe stato capace di svegliarsi per svegliarla, ma non era altrettanto certo che sarebbe stato capace di svegliarsi per se stesso. Forse, pensava in un silenzio piano e umido umanizzato da De André, forse lui era destinato ad amarsi per interposta persona. Per amare se stesso e impiegare le proprie energie nel coltivare attitudini e nel conquistare sogni, per amare se stesso doveva amare un'altra persona. E amarsi attraverso lei. Grazie a lei.
Era tardi e avrebbe voluto pensare tante cose, ma non riusciva a pensare altro che pensieri stantii, già pensati tante volte, pensieri ormai lisi. Se fossero stati vestiti li avrebbe buttati via con difficoltà, figuriamoci trattandosi di pensieri. Non si buttano via. In fin dei conti, gli piaceva molto autocommuoversi, indursi uno stato di leggera malinconia romantica. Non era condannato a dare, a darsi, ad amare. Era solo condannato a non amarsi, giudice impietoso, aguzzino, boia, torturatore di se stesso.

scritto da: Psicotango alle ore 01:27 | link | commenti (2)
categorie: amore, racconti, io
lunedì, 18 febbraio 2008
Come sarebbe bello
essere un principe azzurro
ricco, giovane e potente
e lasciare alla mia principessa
solo il tempo di amarmi.
Come sarebbe bello
correre su ansimanti destrieri
veloce come il lampo
e lasciare alla mia principessa
solo il tempo di amarmi.
Come sarebbe bello
disporre con ori infiniti
dell'oggetto di ogni desiderio
e lasciare alla mia principessa
solo il tempo di amarmi.
Come sarebbe bello
dominare con uno sguardo tutto il regno
e chiedere alla mia principessa
dove vuole andare oggi
senza aspettare risposta,
ma lasciandole solo il tempo di amarmi.
Io non amo i preti, i re, i papi e le principesse,
ma amo i draghi, gli orchi e i contadini
che armati di forconi danno fuoco alla reggia.
Che costruiscano i loro destini
come io il mio
trasformando ogni mancanza in una tempesta.
E ancora oggi preferisco il sole.

scritto da: Psicotango alle ore 00:49 | link | commenti (4)
categorie:
martedì, 12 febbraio 2008
Non c'è niente da fare.
Preconcetti e pregiudizi sessisti dominano la mente anche delle persone migliori.

scritto da: Psicotango alle ore 10:02 | link | commenti (10)
categorie: pensieri sparsi
martedì, 05 febbraio 2008
I personaggi: Dr. Psycho, il suo coinquilino Crocifisso e la di lui fidanzata Addolorata. Interno giorno.

Crocifisso: Toc toc...
Dr. Psycho: (...azz!) Avanti...?
Crocifisso: Scusa, maaaa... il secchio e lo straccioooo... che faccio?...
Dr. Psycho: (...?) ... beh! Sciacqui lo straccio, idem col secchio e li riponi...
Crocifisso: ...ahhh, grazie!
Dr. Psycho: Figurati :-)

Addolorata:
Crocifissooooo, brutta checcaaa, hai finito o devi ancora perdere tempoooooo...?
Crocifisso: ...

Crocifisso:
Toc toc...
Dr. Psycho: (...all'anim'ecchittèmmuort') Siiii...?
Crocifisso: Scusa, maaaa... come deeevoo fareeee con il secchiooo e lo stracciooo?...
Dr. Psycho: (caca nel secchio, tappa la bocca di Addolorata con lo straccio e rovesciale il secchio in testa, apri la porta di casa e buttala fuori a calci in culo) ... in che senso?
Crocifisso: ...cioè...uhm...come si fa?
Dr. Psycho: Versa l'acqua del secchio nel cesso, sciacqua il secchio e lo straccio nella vasca da bagno e infine sciacqua la vasca :-)
Crocifisso: ahhh... grazie! ... e poi lo straccio dove lo metto?
Dr. Psycho: ... potresti infilarlo..., nello sgabuzzino, mettilo nello sgabuzzino :-)
Crocifisso: e non cola?
Dr. Psycho: ...se lo strizzi bene prima, no...
Crocifisso: e dove lo metto?
Dr. Psycho: (mi alzo e lo accompagno allo sgabuzzino) ...lo appendi a questo chiodo! :-)
Crocifisso: Grazie!!!
Dr. Psycho: Senti Fisso, io giovedì ho un esame... ti serve altro? Sai, mi devo concentrare...
Crocifisso: (sorride e alza il braccio, come per scusarsi) ...
Dr. Psycho: ( ...neuropsichiatria psicodinamica... solo due giorni...)

continua...

scritto da: Psicotango alle ore 17:07 | link | commenti (2)
categorie: follia, padova, convivenza, coinquilini
sabato, 02 febbraio 2008
L'ultimo post che avevo scritto sui miei esami universitari si intitolava Zero. Era un conto alla rovescia, la testimonianza di un'attesa, un processo in funzione del quale, ad ogni esame sostenuto, un chilo di zavorra mi scivolava di dosso. Ora sento che ogni passo in avanti nella mia carriera universitaria è un tassello che si aggiunge. Verso la tanto agognata professione di psicoterapeuta, va da sé.
Ho sostenuto il mio primo esame del corso di laurea specialistica ed è andato bene, meglio di quanto pensassi. Ho iniziato con un 28 in Psichiatria psicodinamica. Non darò più numeri, qui da Padova, eccetto che per il titolo dei post che riguardano i miei esami, che sarà un numero crescente.
Negli ultimi anni, alcune persone hanno creduto in me, certamente con più costanza di quanto non facessi io. Da tre mesi una persona molto speciale crede in me. E ha vinto una "pizza".

scritto da: Psicotango alle ore 19:25 | link | commenti (6)
categorie: amore, università

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"Scarta la tua memoria, scarta il tempo futuro del tuo desiderio; dimenticali entrambi in modo da lasciare spazio ad una nuova idea. Forse sta fluttuando nella stanza in cerca di dimora un pensiero, un'idea che nessuno reclama."

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