Pensare pubblicamente

Perdere tempo è la cosa migliore che l'uomo post-moderno possa fare.
giovedì, 27 marzo 2008
Vento caldo tra le canne
luce accecante
lentezza

profumo

scatto improvviso
corsa
sulla sabbia indurita

sudore

occhi socchiusi
ti guardano
mentre riposi

memoria

se mi vuoi
sono tuo
vivrò con te.

scritto da: Psicotango alle ore 15:32 | link | commenti (8)
categorie: parole, amore, pensiero
venerdì, 14 marzo 2008
fumetto5

scritto da: Psicotango alle ore 17:44 | link | commenti (5)
categorie:
giovedì, 13 marzo 2008
La mia stanza da studente fuori sede è piccola. Singola, ma piccola. Anche la scrivania è piccola. Ci entro a stento e ho dovuto togliere il cassetto che normalmente sta sotto il piano, perché se no le cosce gli sbattevano contro. Senza cassetto, che ora giace sotto il letto, è molto più confortevole. Sulla mia scrivania le cose si contendono lo spazio: il computer portatile mangia centimetri ai libri, questi alla lampada che, a sua volta, illumina dall'alto l'agenda dalla copertina rossa e il disco rigido esterno, la lampada di ricambio dei fari dell'auto che devo sostituire da alcune settimane e una tazzina di ceramica decorata con margherite su fondo blu. La tazzina questa notte porta per me e a me il sapore del marsala. Vecchio Florio. Secco. Superiore. Roba siciliana, roba buona.
Scrivo queste cose perché mi sono accorto che non ho più parlato semplicemente di me. Sono stato troppo preso a viverle e questo è stato un bene. Ora il pensiero si sta riappropriando dei suoi territori. Ho sentito più volte l'esigenza di scrivere cose semplici, quotidiane; di provare a condividere con chi legge ciò che scrivo, quello che vivo ogni giorno.
Una paura mi accompagna solerte negli ultimi tempi. Quella di ritrovarmi, tra qualche anno, sradicato. Un estraneo a Padova, dove sono venuto per studiare due anni, e un estraneo a Catania, da dove sono partito. Sono andato via carico di speranze e di dolore. Una città che mi respingeva, mi disgustava. Catania è lo scenario di tutte le mie perdite, dei lutti, delle sconfitte, ma anche il luogo delle amicizie, della famiglia, del mio primo lavoro, dei miei amori. Nel contempo, Padova è linda, funzionante, ordinata, così come fredda, estranea, deprimente. Temo di diventare un uomo-nessun-luogo. Temo di star male qui e lì. Nel frattempo mi stanco di temere e vado avanti, godendo delle mie conquiste, delle mie risorse, dei miei affetti. Ogni tanto mi perdo, tremo, mi sento solo, profondamente. Poi mi ricordo del dolore vissuto e mi ricordo che non ho più nulla da perdere. Non avevo nulla da perdere, perché ora posso perdere lei.

scritto da: Psicotango alle ore 02:00 | link | commenti (8)
categorie: diario
giovedì, 06 marzo 2008
Il cuore non regge più. Tante emozioni, tanta felicità. E pensare che basta il pensiero per riempirmi del vibrare di mille cicale d'estate. Immagino, anno dopo anno, la tua età e la immagino anche oggi che è il tuo compleanno. Il tempo passato. Il tempo in cui, anche t'avessi conosciuta, saresti certo stata la stessa meravigliosa creatura che sei oggi, ma io non t'avrei voluta. Pare strano dirlo ora, che la voglia di te riempie ogni battito del mio tempo. Ti ho vista salire la scala che porta alla chiesa, quella chiesa dove il drago viene trafitto dal paladino degli inglesi. Sorridevi per me. A me. Quel giorno mi innamorai di te. Oggi sento di non avere le parole giuste e prendo in prestito quelle di Pablo Neruda, per dirti che sono felice che tu esista.

Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l'aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.

Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l'acqua che d'improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d'argento che ti nasce.

Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d'aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita.

Amor mio, nell'ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d'improvviso
vedi che il mio sangue macchia
le pietre della strada,
ridi, perché il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.

Vicino al mare, d'autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.

Riditela della notte,
del giorno, della luna,
riditela delle strade
contorte dell'isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l'aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perché io ne morrei.

BUON COMPLEANNO PICICIA!!!

scritto da: Psicotango alle ore 23:59 | link | commenti (1)
categorie: amore, compleanno
lunedì, 03 marzo 2008
fumetto4

scritto da: Psicotango alle ore 19:16 | link | commenti (6)
categorie: comics

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"Scarta la tua memoria, scarta il tempo futuro del tuo desiderio; dimenticali entrambi in modo da lasciare spazio ad una nuova idea. Forse sta fluttuando nella stanza in cerca di dimora un pensiero, un'idea che nessuno reclama."

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