Smettere di fumare è stato un gesto estremo, una sfida megalomane alla più debole delle mie qualità intellettuali, la volontà. In preda al disfacimento della mia vita, ai dolori dell'anima che mi torturano senza morfina possibile, continuo a non fumare. Ingrasso, ma non fumo. Anzi, piano piano riperderò i chili ripresi. Perché diciotto ne avevo persi, di chili. Tutti grazie a due persone per me molto importanti: me e la mia ex-moglie. Lei mi ha straziato il cuore sottraendomi per un certo numero di mesi il gusto del cibo; io ho fatto di necessità virtù, decidendo che era venuto il momento di mettermi a dieta. Poi ho caldeggiato l'idea di smettere di fumare con il mio Angelo Pazzo. Lei ha raccolto il suggerimento, velocemente. Io l'ho seguita pochi giorni dopo. Io continuo a non fumare, lei ha ripreso. Per la verità, lei ha ripreso anche a delirare. Questa volta il colpevole sono io, novello carnefice straziatore delle sue tenere carni e stupratore dei suoi pensieri. "Almeno a te è rimasta qualcosa", mi ha detto con disprezzo qualche giorno addietro. Curioso: mi è rimasta una non-cosa, il non-fumare. Frasi ad effetto, senso del tragico tipicamente siciliano, terronismo doc. D'altronde anche io sono così.
Bevo wiskey scozzese. Non è quello che mi ha consigliato mio fratello. Come molte cose che piacciono a mio fratello, anche il wiskey costava troppo per chi, come me, vive ormai da anni con la paranoia di spendere anche un soldino. No, non sono avaro. Semplicemente non so godermi la vita e prendo lezioni da mio fratello. Ho speso dodici euro in meno ma trovo il wiskey che sto bevendo molto buono. Verrà un giorno in cui riuscirò a godere a pieno delle cose. Una volta l'anno una buona bottiglia, ma che sia la migliore. Credo che la verità sia che non mi voglio bene, non abbastanza. E anche che ho paura. Eppure, per certi versi, sono forte, determinato, capace.
Vivere a Catania è comodo e schifoso. Comodo perché ci sei nato, ci sei abituato ed è rassicurante. C'è la famiglia, la merda fa una puzza che conosci e puoi indignarti ogni giorno per come vanno le cose. Per la verità, le cose a Catania e in Sicilia in generale vanno davvero male. Il punto è che non serve a nulla indignarsi. Come dissi una volta a mia moglie "l'indignazione fa economia di analisi e ragionamenti". Mi ha lasciato.
Io, in ogni caso, non riprenderò a fumare. I chili riacquistati saranno persi di nuovo. Riuscirò a sopravvivere agli strazi d'amore, a laurearmi, a fare il lavoro che mi piace e incontrare la donna che mi ami veramente.