Mi duole la schiena, sono raffreddato e mio fratello è ripartito dopo le vacanze pasquali. Dire che mi sento uno straccio è un eufemismo. Ho pianto per la sua partenza, come un bambino piccolo. Lacrimoni caldi, inarrestabili, che non ho saputo trattenere. Ho bisogno della sua vitalità, della sua forza, della sua presenza. Lui ha la sua vita, lontano da me, e io voglio solo che si realizzi, che sia felice e che costruisca quello che gli serve. Io farò lo stesso, anche grazie al sostegno che lui mi da. Ho ricevuto una telefonata mentre ero in aeroporto. La telefonata di una donna, una persona che in questi ultimi tempi mi cerca e mi sorride. Mi fa sentire meno solo. Non ho capito cosa voglia da me? Ho di certo un bisogno smisurato di coccole, ma un'ulteriore mazzata sentimentale ora mi ridurrebbe in cenere. Ora devo pensare "solo" a me.