Oggi mi sono svegliato in autunno. Nuvole basse e veloci nascondono le cime delle colline che circondano la mia casa, in verità vecchi coni vulcanici non più attivi. Più in alto, nuvoloni grigi e pesanti lottano con un cielo azzurro estate e un altro bianco autunno. Settembre è il mio mese, "il mese del ripensamento sugli anni e sull'età, dopo l'estate porti il dono usato della perplessità - Ti siedi e pensi e ricominci il gioco della tua identità, come scintille brucian nel tuo fuoco le possibilità". Ho tanto studio da fare per completare la tesi e le quattro materie che mancano. Ho ritrovato il piacere di studiare, un poco perché le materie che sto studiando e la tesi mi piacciono, ma anche perché, come sempre, lavorare sotto stress (eustress) mi esalta. É una delle mie tante contraddizioni: detesto non avere tempo, non potermela prendere comoda, non potere rilassarmi e pensare, ma poi devo non avere tempo per portare le cose a compimento. Forse accade solo per le cose che per me sono ambivalenti, che riassumono in loro traguardi desiderati e nuovi inizi temuti. Poi penso che quasi tutto è ambivalente, anzi multivalente. Allora mi dico che non ho motivo di avere paura. E continuo a studiare.