Nei giorni in cui non sono riuscito a scrivere sono stato pieno di vita "reale". Sembra quasi che, se vivo intensamente, la vita stessa espella la virtualità. Poi, in momenti come questo, sento di avere bisogno di parlarmi e lo faccio su queste pagine. Il blog è consolatorio e transizionale, come il ciuccio o la coperta di Linus; sta tra il reale fuori e il reale dentro la mia testa ed è uno spazio di condivisione tra la mia mente e quelle di chi legge. A volte sento proprio che per "digerire" i miei pensieri ho bisogno di lettori e delle loro menti.
Sono stato portatore di brutte notizie. Oggi ho detto a mio fratello che la nostra cagnetta, Zoe, è morta. Abbiamo pianto, su una panchina, e io ancora ho fiumi di lacrime che non riescono ad uscire. Sento lutti ancestrali tormentarmi, emergere a ondate e poi sopirsi. Non riesco a scrivere altro.