Il post che ho scritto in occasione dell'ultimo esame s'intitolava ZERO. Mi piace questa cosa strana che è venuta fuori, per cui dal minimo (anzi dal niente, lo zero) si passa al massimo. Ce l'ho fatta! È stato un giorno bellissimo. Anzi, sono stati giorni bellissimi, perché i giorno precedenti lo sono stati altrettanto.
Mi hanno visto in un disco-pub nei pressi della tiburtina ballare come uno scalmanato fino alle tre del mattino, abbracciato sempre alla stessa donna meravigliosa. Mi hanno visto grondare di sudore su un MD 80 dell'Alitalia, preso al volo dopo una corsa ansimante attraverso i lunghi corridoi di Fiumicino. Mi hanno visto recuperare alla stazione degli autobus di Catania la valigia lasciata a Fiumicino e spedita dalla donna meravigliosa di cui sopra. Mi hanno visto rifinire la seduta di laurea fino all'una di notte e poi svegliarmi alle sei, arrivare a Enna alle nove, sedermi davanti alla commissione alle dodici, rialzarmi quindici minuti dopo per la proclamazione che potete guardare nel video sopra. Mi hanno visto tornare a Catania e sedermi, con alla mia destra mio cugino e alla mia sinistra mio fratello, a tavola. Ci hanno visto dividerci i tre antipasti di pesce, i tre primi e i tre secondi, nonché le tre bottiglie di
Gewurztraminer, che è come dire una a cranio! Non mi hanno visto sentire la mancanza di alcune persone che non c'erano, ma io questa assenza l'ho sentita molto.
Chi mi guardasse ora, vedrebbe un uomo in vestaglia e pigiama, schiena molto dolorante, naso che cola, gola che pizzica, catarro, tosse e malinconia. Non c'ho più l'età (!?)... ma si può rinunciare ad innamorarsi, a fare follie per amore e con il tuo amore, a riprendere la tua vita in mano e laurearti alla veneranda età di trentaquattro anni? La mia risposta è: manco per cazzi! Ora mi aspetta Padova e la specialistica. E la mia Picicia...
Dimenticavo, do i numeri per l'ultima volta.
Ruota di Roma: 1, 2, 7, 22, 85
Ruota di Venezia: 3, 10, 11, 27, 73