
Dante Gabriel Rossetti, Proserpina, 1874.
Un giorno, in biblioteca, seduta di fronte a me, c'era una ragazza molto bella. Mi ha immediatamente ricordato questo quadro, che ho sempre trovato estremamente affascinante.
Questa mattina ho poco tempo. Solito risveglio angoscioso, ma meno degli altri giorni. Andrò in piscina e poi a lezione. Devo fare tante cose in questi tempi, non tutte piacevoli ovviamente, ma è il fare su cui conto per riuscire ad andare avanti. Mio padre ed io non ci siamo nemmeno salutati questa mattina. É uscito di casa dicendo a mia madre "Sto uscendo, ciao" con il tono sgradevole che sa avere lui. Credo che sia in collera anche con mia madre, perché ieri ha continuato a discutere con me invece che mandarmi a quel paese come ha fatto lui. Sa di non esere all'altezza dei nostri discorsi e vorrebbe la disconferma di questo dalla solidarietà di sua moglie. Sono io il suo problema ma, come ha sempre fatto, estende il muso lungo a tutta la famiglia.
Io ho delle priorità: lo studio e il lavoro; in mezzo a queste due cose ci sta un mondo tutto da costruire, a partire dal ritornare a vivere lontano da loro.
Oggi la rivedrò. La cosa mi emoziona. Voglio controllare le mie emozioni, so di poterlo fare. Spavaldo elegante, come mi ha suggerito mio fratello!
Sono andato a nuotare, a vedere una casa da affittare, ho pranzato con la mia ex moglie, colloquiato con il mio psicoterapeuta per i consueti cinquanta minuti (sempre più utili), ho vissuto, in poche parole, una giornata come tante altre, anche se per me positiva. Tornato a casa dai miei ho trovato due perfetti estranei. Non mi sopportano più. Mio padre in particolare non vede l'ora che io mi tolga di torno. Non capisce cosa succede, cosa mi succede, cosa ci succede. Provo una sofferenza grande e nonostante questo tenterò di tenermela. Devo solo andare via e lasciarli ai loro tormenti, alle loro gioie, alle loro giornate. Anche le mie, allora, si concluderanno come dovrebbero: bene se bene, male se male.
Oggi ho capito tante cose della conclusione del mio rapporto con il mio angelo pazzo. Eppure non posso fare nulla, nè per aiutarla, nè per ricomporre la relazione. Peraltro le due cose corrispondono, ma solo dal mio punto di vista. Lei sarebbe una cosa buona per me? Forse no, però certamente mi manca molto e io le voglio un bene sconfinato. Niente male, per una persona che ti ha sbudellato l'amima. Spero che il suo esame di oggi sia andato bene, che dorma bene il mio angelo pazzo, che sia felice. Io l'amo.
Tieni per te le tue cose buone.
Tieni per te le tue cose cattive.
Fallo fino a quando non incontrerai
qualcuno che le vorrà da te e ne farà richiesta.
Allora sarai sincero, farai vedere tutto
e pregherai di non esserrti sbagliato,
implorerai che non scappi via
con una parte di te,
buona o cattiva che sia.
Accadrà.
Buona notte.
Oggi l'esame di psicologia clinica terzo corso non potevo proprio farlo. Non sono riuscito a studiare. Per non doverla incontrare, come mio padre di buon mattino mi ha detto? Anche. Il motivo principale è che non voglio fare brutte figure. Nei mesi con lei sono diventato ragazzino, andando agli esami all'arrembaggio, come se anche io dovessi adattarmi al dato di fatto che alcuni esami è importante passarli. No. Io li posso fare tutti bene, anche perché il livello generale è bassissimo. Voglio curarmi e farlo significa ritornare a studiare bene e con passione. Voglio passione per me stesso.