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Che bello svegliarsi con la voce della mia Picicia che ti dice, per telefono, "Buongiorno, amore mio!" per poi andare a vedere su internet i risultati degli esami di Neuropsichiatria dinamica dell'infanzia e dell'adolescenza e scoprire che sei stato valutato 30 e lode! Se il telefono non fosse stato necessario per sentire la sua voce sarebbe stato perfetto. E non mi riferisco alla schizofrenia.
L'ultimo post che avevo scritto sui miei esami universitari si intitolava Zero. Era un conto alla rovescia, la testimonianza di un'attesa, un processo in funzione del quale, ad ogni esame sostenuto, un chilo di zavorra mi scivolava di dosso. Ora sento che ogni passo in avanti nella mia carriera universitaria è un tassello che si aggiunge. Verso la tanto agognata professione di psicoterapeuta, va da sé.
Ho sostenuto il mio primo esame del corso di laurea specialistica ed è andato bene, meglio di quanto pensassi. Ho iniziato con un 28 in Psichiatria psicodinamica. Non darò più numeri, qui da Padova, eccetto che per il titolo dei post che riguardano i miei esami, che sarà un numero crescente.
Negli ultimi anni, alcune persone hanno creduto in me, certamente con più costanza di quanto non facessi io. Da tre mesi una persona molto speciale crede in me. E ha vinto una "pizza".
Il post che ho scritto in occasione dell'ultimo esame s'intitolava ZERO. Mi piace questa cosa strana che è venuta fuori, per cui dal minimo (anzi dal niente, lo zero) si passa al massimo. Ce l'ho fatta! È stato un giorno bellissimo. Anzi, sono stati giorni bellissimi, perché i giorno precedenti lo sono stati altrettanto.
Mi hanno visto in un disco-pub nei pressi della tiburtina ballare come uno scalmanato fino alle tre del mattino, abbracciato sempre alla stessa donna meravigliosa. Mi hanno visto grondare di sudore su un MD 80 dell'Alitalia, preso al volo dopo una corsa ansimante attraverso i lunghi corridoi di Fiumicino. Mi hanno visto recuperare alla stazione degli autobus di Catania la valigia lasciata a Fiumicino e spedita dalla donna meravigliosa di cui sopra. Mi hanno visto rifinire la seduta di laurea fino all'una di notte e poi svegliarmi alle sei, arrivare a Enna alle nove, sedermi davanti alla commissione alle dodici, rialzarmi quindici minuti dopo per la proclamazione che potete guardare nel video sopra. Mi hanno visto tornare a Catania e sedermi, con alla mia destra mio cugino e alla mia sinistra mio fratello, a tavola. Ci hanno visto dividerci i tre antipasti di pesce, i tre primi e i tre secondi, nonché le tre bottiglie di
Gewurztraminer, che è come dire una a cranio! Non mi hanno visto sentire la mancanza di alcune persone che non c'erano, ma io questa assenza l'ho sentita molto.
Chi mi guardasse ora, vedrebbe un uomo in vestaglia e pigiama, schiena molto dolorante, naso che cola, gola che pizzica, catarro, tosse e malinconia. Non c'ho più l'età (!?)... ma si può rinunciare ad innamorarsi, a fare follie per amore e con il tuo amore, a riprendere la tua vita in mano e laurearti alla veneranda età di trentaquattro anni? La mia risposta è: manco per cazzi! Ora mi aspetta Padova e la specialistica. E la mia Picicia...
Dimenticavo, do i numeri per l'ultima volta.
Ruota di Roma: 1, 2, 7, 22, 85
Ruota di Venezia: 3, 10, 11, 27, 73
Il tempo mi sfugge di mano. Vibro, folle d'amore e concentrarmi è impossibile, anche per preparare la seduta di laurea che si avvicina. Ma devo e troverò il modo di farlo. Ho capito che, per me, scrivere richiede stabilità e da qualche tempo a questa parte la stabilità è assente nella mia vita. In attesa della laurea, sono stato e sono a Padova, per seguire le lezioni e perderne il meno possibile. Sono entusiasta delle lezioni. Giorno 27 mi laureo e pochi giorni dopo trasferirò compiutamente la mia vita a Padova. Questo post è poverissimo, rispetto al mondo in fioritura che ho dentro. Lo pubblico comunque; forse, servirà per riprendere il filo del discorso. Perché i lutti hanno sbriciolato le parole, l'amore le ha rese superflue, i traguardi raggiunti le hanno rese ridondanti. Invece voglio parlare della morte, del mio amore per la mia tenera piccola iena, dei miei interessi e dei miei traguardi e fallimenti. A presto.
Finiti. Ho finito gli esami. Cinquantuno. Dopo aver sostenuto Psicologia Clinica III, ho consegnato il libretto. Non mi sembra vero. Oggi è la penultima volta che do i numeri.
2, 3, 15, 27, 51 sulla ruota di Torino
In questo momento vorrei un (suo) abbraccio, il (suo) sorriso, l'amore (l'amata), al posto della terrifica impostura del "Ce la farò anche questa volta, da solo". Una menzogna che funziona, ma che sgomenta. Funziona perché paradossale nel suo essere una verità. Sgomenta perché è una verità istituita dalla consapevolezza che non sappiamo cosa ci muove. E quando lo scopriamo, scopriamo un "buco", una mancanza, un'impossibilità, una castrazione fondamentale. E allora ce la farò anche questa volta, da solo, ma sorridendo.
Il cinquantesimo esame: Tecniche dei test di personalità in età evolutiva è un ricordo, ormai. Ora resta l'ultima materia. Oggi è stata una giornata pesante, angosciosa. Non ero preparato come al solito e la paura di non riuscire a laurearmi a novembre e di perdere un anno per l'iscrizione alla specialistica mi ha provato. Tornato a casa ho dormito come un bimbo. Le buone notizie in questi giorni si sprecano: dopo la proroga della consegna della tesi e il superamento dello scoglio di Tecniche dei test, questo pomeriggio appena sveglio ho appreso di essere stato ammesso alla Specialistica all'Università di Padova! Sono davvero contento. Ammetto che ho pensato che devo aspettarmi qualche bella "bastonata", giacché tutto sembra andare troppo bene. Poi penso che sto ricevendo il "pagamento" per tre anni di fatica, durante i quali ho affrontato una separazione, il ritorno dai miei, la decisione di fare della mia passione per la psicologia un lavoro, rimettendomi in gioco ad un'età non verdissima, e altre amenità come una bruciante storia d'amore con una collega dodici anni più piccola, alla quale penso tutti i giorni (storia che, come i lettori di più vecchia data sanno, è finita). Sono consapevole che ho potuto fare tutto ciò perché gli anni di lavoro mi hanno consentito di mettere qualcosa da parte e soprattutto perché ho i miei genitori. A loro devo molto.
1, 3, 28, 50, 90 sulla ruota di Venezia.
Come dire Puzuzu-Regna-Ovunque-Ravvediti-O-Giovane-Allievo!!! Il sommo Puzuzu, signore-di-tutti-i-colpi-di-culo-non-solo-di-quelli-rumorosamente-puzzolenti, ha esaudito le mie preghiere: la data di consegna della tesi è stata prorogata al 31 ottobre.
Ora solo gli ultimi due esami mi separano dalla agognata laurea. Oggi ho sostenuto Psicopedagogia del linguaggio e della comunicazione, il quarantanovesimo esame: è andata bene. Gli ultimi due esami sono davvero tosti e nel contempo devo scrivere la relazione del tirocinio e completare la tesi, che consegnerò l'ultimo giorno utile. In questo momento vorrei accanto una persona che non c'è e non ci sarà più (nessun decesso, solo scelte). Penso a lei spesso, tutti i giorni, anche se so che è finita e che non poteva andare. A volte penso scioccamente che non amerò più nessuna. Smetto di dare i numeri, anzi... ve ne do altri!
2, 20, 28, 49, 90 sulla ruota di Palermo.
Sono entrato nella zona di non-ritorno! Sveglia presto e studio fino a notte fonda. Sarà così fino al 15 ottobre, a causa del fatto che devo finire la tesi e gli esami. Saranno giorni impegnativi. Spero di reggere e ottenere quello che voglio. Mi spiace che non avrò il tempo e lo stato d'animo giusto per rispondere ad eventuali commenti. Tra qualche tempo riemergerò.